Irina Palm, regia di Sam Garbarski con Marianne Faithfull, Miki Manojlovic, Kevin Bishop, Siobhan Hewlett, Dorka GryllusHo visto Irina Palm con le mie amiche e ci è piaciuto. Siamo uscite dal cinema tutte gasate e ridanciane..
La mattina dopo ho accompagnato mio padre a una visita al consultorio per problemi cognitivi. Mi sono guardata intorno e ho fatto delle riflessioni che non c’entrano molto col film… ma un po’ c’entrano...
Ho pensato che i vecchi sembrano sempre stati vecchi. Che ci piace vederli così, altrimenti dovremmo pensare che il tempo passa e che anche noi diventeremo vecchi ma preferiamo vivere pensando che a un certo punto il tempo si fermerà. E magari fosse oggi!
Purtroppo, non è così. Diventeremo vecchi e diventeremo vecchie, a meno di morire prima.
Possiamo solo chiederci che vecchi e che vecchie saremo, che vecchi e che vecchie vorremmo essere.
Non trovo nessuno a cui vorrei assomigliare. E voi?
Ci sono Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Marguèrite Duras e Simone de Beauvoir quando erano vive, Alda Merini perché è Alda Merini e non ha età, Claudia Cardinale perché non si è mai rifatta e ora…Irina Palm!
Le intellettuali invecchiano meglio, sono sempre state più vecchie, pensierose, senza glamour…ma non Irina Palm, che è una donna comune, una nonna.
Quello che mi preme sapere è: a che età diventeremo vecchie, se da vecchie saremo ancora amate, fin quando potremo considerarci amabili, chi si prenderà cura di noi da vecchie e se i vecchi e le vecchie si amano tra loro.
Mia madre ha 67 anni, mio padre 73. Quando mia madre dice a mio padre: ‘Ci penseremo quando saremo vecchi…’, io la adoro.
Mia zia ha 89 anni, si occupa da sola della casa e di mio zio ultranovantenne. Se le consigliamo di farsi aiutare da qualcuno, lei risponde:" Mi farò aiutare quando sarò vecchia!"
Tutto ciò mi fa ben sperare...
2 commenti:
"Possiamo solo chiederci che vecchi e che vecchie saremo, che vecchi e che vecchie vorremmo essere."
Saremo quello che abbiamo costruito, vecchi ma sempre noi stessi.
la malattia potrà, nella peggiore delle ipotesi, trasformarci e renderci incapaci di capire ciò che ci succede intorno. Ma anche se saremo "zucche vuote" ciò che niente e nessuno potrà rubarci sarà la nostra dignità.
kiodo
'saremo quello che abbiamo costruito', tuo padre ce lo ha insegnato e lo abbiamo anche scritto, in occasione della mostra sull' Alzheimer. www.alzheimerrimini.net
ma io credo che se diventeremo delle 'carote', avremo bisogno di qualcuno che ci aiuti a prenderci cura della nostra dignità, un lavoro che tu fai benissimo. Eppure, è un lavoro che non viene riconosciuto, nè dal punto d vista economico, nè professionale ed è un problema di cui si parla troppo poco...babs
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