20/01/08

LA SCRITTURA COME STRUMENTO DI RESILIENZA

UNA LETTERA DI ANDREA FRANCESCO CANEVARO


Cara Barbara,
ho letto Bondville con molto interesse. Devo dirti che solitamente non amo il genere dei racconti simbolici/allegorici (non so se utlizzo le parole giuste...), e che sono un lettore più di saggistica che di narrativa. Ma il tuo libro mi intriga, e 'la chiave di lettura che mi hai indicato' (mie parole) (…) mi conferma che la scrittura possa essere funzionale (una funzionalità non totale, e che coesiste con molto altro...) al lavoro educativo. Che ha bisogno di spazio e di tempo. La scrittura, e il mondo creato da te come scrittrice, come strumento di resilienza.

Il termine "resilienza" è poco noto. Può quindi sorprendere qualcuno il venire a sapere che esso appartiene a un linguaggio tecnico relativo ai materiali dell'edilizia. In particolare la resilienza consiste nella capacità che ha un certo materiale di riprendere la sua forma avendo subito delle deformazioni, essendo stato schiacciato o comunque avendo perso la sua forma originaria. Trasportato nell'educazione, in particolare ripreso per indicare una delle qualità possibili di chi cresce, ci permette di capire quanto bambine e bambini che abbiano subito delle profonde deformazioni, anche per la violenza delle situazioni in cui hanno vissuto, possono riprendere la loro struttura. Come per i materiali nell'edilizia un elemento fondamentale è poter avere dello spazio. Se la compressione viene continuamente esercitata è difficile poter mostrare una capacità di resilienza. Bambine e bambini possono essere soffocati anche dalle attenzioni e non poter mostrare questa capacità di resilienza. Ma noi proponiamo di riflettere sull'attitudine e sull'impegno ad educarci alla resilienza, cioè a considerare che questa possibilità non è un dato meccanico ma ha bisogno di un'intenzionalità.Come tutto ciò che è educazione anche in questo caso la dimensione intenzionale è fondamentale. Noi riteniamo che questa considerazione non sia unicamente valida per bambine e bambini che hanno vissuto, o che stanno vivendo, delle situazioni drammatiche così forti come quelle dei paesi che chiamiamo, per semplificare, lontani. E' utile pensare che anche in quelle che potremmo tranquillamente dire essere le condizioni normali di chi cresce nel nostro paese, in altri paesi d'Europa, nei paesi del benessere, vi è la necessità di educare alla resilienza.La resilienza è una dinamica un pò chiara e un pò misteriosa. E' spazio, per rimbalzare. Una palla chiusa in una scatola come può rimbalzare? Lo spazio può essere creato da una scrittura che "apre". Non "apre a...". Spazio per rimbalzare. Non dico questo perché siamo come palle che rimbalzano. Ma l'immagine è valida: UN SENTIMENTO CHE VIENE CHIUSO IN NOI, INACIDISCE. E credo che sia una logica che ha qualche analogia con il percorso dell'analisi. Ma questo lo sai meglio tu...
Un abbraccio
Andrea

foto Barbara Gussoni

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