LA LETTERA DI UNA MAMMA CHE CHIEDE L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE 104 PER LA FIGLIA CHE NON HA VOGLIA DI STUDIARE!!
Il 19 novembre 2007, mi sono presentata con mia figlia di 11 anni davanti alla commissione che valuta l’idoneità all’applicazione della legge 104, presso l’Usl di via Vasari, a Parma.
Mia figlia frequenta la prima media e, a scuola, ha l’appoggio di due insegnanti di sostegno. La sua diagnosi parla di lieve ritardo cognitivo nell’apprendimento, di disturbo del coordinamento motorio e disturbo relazionale. Una situazione che potrebbe evolversi in modo problematico se fosse trascurata e, perciò, è costantemente monitorata dal servizio di neuropsichiatria infantile.
Premetto questo perché sia chiaro che non stiamo giocando, il futuro di mia figlia, purtroppo, è realmente compromesso.
È stata la neuropsichiatra Annalisa Poletti che mi ha rilasciato la documentazione sullo stato di salute di mia figlia ed è stato su suo invito e con una lettera della pediatra che mi sono presentata davanti alla commissione. Non ci sarei andata altrimenti. Non è un posto dove si va volentieri. Non è il posto dove si vorrebbe portare la propria figlia. Avrei preferito portarla al cinema, o a una festa di compleanno, avrei preferito andare a fare una scampagnata quel giorno ma… è successo che io sia dovuta andare lì.
C’erano sei o sette persone, compreso un segretario, di fronte a noi. Alcune di loro hanno rivolto delle domande a mia figlia, altri a me. Un personaggio (lo chiamo così, non saprei in che altro modo chiamarlo, non conosco nemmeno il suo nome) mi ha chiesto: ”Come mai non ve ne siete accorti prima? In casa non avete visto niente? Dovevate aspettare la quarta elementare per capire che c’erano dei problemi?” Aveva un tono arrogante e provocatorio, dei modi da maleducato e, dopo aver dato un’occhiata ai risultati dei test a cui era stata sottoposta mia figlia, ha concluso: ”Tutto sommato non ha dei punteggi tanto bassi, una volta quelli così li chiamavano quelli che non hanno voglia di studiare!”
La risposta per l’idoneità all’applicazione della legge 104 arriva entro 90 giorni dal colloquio, mi chiedo se arriveranno anche delle risposte a queste domande:
-E’ questa la gente che dovrebbe aiutarci, capirci e sostenerci in una situazione difficile e dolorosa?
-Queste persone che, sedute dall'altra parte del tavolo, ci fanno delle domande e ci giudicano, sono pagate coi soldi dei cittadini? I cittadini che li pagano sono contenti del loro operato?
-Se i membri della commissione devono valutare me e mia figlia, loro invece da chi sono valutati?
-La comprensione non dovrebbe essere un requisito necessario a chi fa questo delicato lavoro?
-Esiste un test che valuta il grado di umanità di chi ci giudica?
Lettera firmata
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1 commento:
valutare sempre valutare....mesi fa mi è successa una cosa particolare. un "pazzo" rifiutandosi di giocare una stupida tombola senza premi, mi dice:
" ah me so so so son so son mat ma son mia stupid"
riflettendo su questa affermazione con una mia collega africana che dice di stimare i "matti", perchè nel suo paese erano tenuti una volta in molta considerazione, dice:
"loro sono più intelligenti di noi perchè non si sforzano di essere qualche cosa di diverso sono semplicemente loro stessi".
In questo putrido periodo elettorale forse dovrebbero riflettere su questo anche i nostri politici...
kiodo
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